Luglio 2020: aggiornamenti…

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“Che fine abbiamo fatto?” vi starete di certo chiedendo.

Ovviamente non sarei mai tanto presuntuoso da pensare che la domanda riguardi Davide Gammon in particolare. Piuttosto, questo interrogativo concerne TUTTI NOI, reduci e ridotti dal lockdown a cercare nuovi equilibri e un’ipotesi di svago dalla mancanza. Poca aria (maledette/benedette mascherine), poco contatto (praticamente nullo), poche prospettive (autocertificate?!?).

Eqquindi ci si prova, affezionatissimi.

A pensare che ora va meglio, a fantasticare incontri, abbracci e nuove musiche.

Ci si è tenuti impegnati, di questi ultimi tempi. Nonostante i tour saltati, l’obbligo di rimandare a data da destinarsi, la voglia di trovarsi e di scoprirsi calmi e forti.

Io mi sono dedicato alle Pigiama Sessions, forse vi è capitato di darci un okkio…

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Pigiama Sessions Pt.5 Nick Cave cover

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…E ho continuato il mio (altro) lavoro offrendo perle di saggezza su quello che mi viene meglio (fallire… chettelodicoaffare) e su tanto altro.  Mi è anche capitato di scrivere pensieri sulla mia città,su quello che stava succedendo e su una possibile ripresa, grazie all’aiuto visuale di un occhio fotografico d’eccezione (Cristian Visentin TVTB).

E, pensate un pò, ho scritto nuove canzoni.

Ora ci sto lavorando con il fido Lory Muratti, sulle rive del Lago dell’Amore…

Non vedo l’ora di farvele ascoltare, abbracciandovi.

Blues, post-punk e collaborazioni eccellenti.

Riprendo (nel titolo di questo accaldato post di fine Luglio) le parole dell’approfondimento di Silvio Tranquillini su Oltre di questa settimana, che ha dedicato una pagina intera al mio (e di Muratti) singolo, bisogno di brividi.

20190725lombardiaoggi_24So bene che ora correrete a rubare la lente di ingrandimento dal comodino del nonno, accanto alle Parole Crociate e alla scatola semivuota di sonniferi, per leggere avidamente ogni sillaba di questo esauriente articolo.

Immagino vi ci vorrà un mesetto buono per arrivare al termine di questa impresa di decifrazione. Ne approfitto quindi per augurarvi buon Agosto, il mese più freddo dell’anno [cit.] e per darvi appuntamento a Settembre con nuove nuovissime iniziative, debitamente anticipate su codesto sito (che, non vi sarà sfuggito, ha visto un sostanzioso aggiornamento e restyling).

Prima però degli abbracci di rito, vi ricordo, affezionatissimi, che questo Sabato sera, 27 luglio, potremo incontrarci per un brindisi di buon auspicio al Masnada di Brugherio, ove farò una comparsata speciale al concerto celebrativo del ventennale di attività degli amici Guignol. Sono attesi ospiti d’eccezione, poche zanzare e tanto refrigerante blues elettrico d’autore. Ci vediamo lì, prima di metterci tutti in coda sull’Autostrada del Sole.

Clicca qui per vedere l’evento FB

Bisogno di brividi online su WIRED!

Ora possiamo svelarlo: il videoclip di “Bisogno di brividi” è ufficialmente in anteprima sul sito di Wired a questo link:

https://www.wired.it/play/musica/2019/07/09/brividi-davide-gammon-lory-muratti/

Wired

Essì, stavolta abbiamo fatto proprio le cose in grande.

Trovate il brano in streaming su tutte le piattaforme web più note (iTunes, Spotify, YouTube music, Deezer, ecc…) e persino Shazam potrebbe riconoscere le nostre “esoteriche” melodie [cit.] mentre l’autoradio grida il ritornello e voi state guidando accaldati verso la villeggiatura, nel pieno dell’afosa notte estiva italianaaah… yeah!

Scusate, mi sono lasciato prendere un pò la mano.

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…Infine, per coloro tra voi che ancora soffrono dell’insolita affezione alle parole di una canzonetta e vogliono impararla a menadito (che fantastica espressione, seppure un pò violenta!) per cantarla a squarciagola (e daje con la violenza…) davanti al falò in spiaggia, ecco il testo della suddetta:

Gli occhi si muovono svelti nel buio

[Come nella stanza sibila il rumore di un televisore
acceso in un albergo a ore]

Le mani accarezzano piano il cuoio

[Seduti sopra il letto senza far domande,
le macchie sul soffitto si ingrossan come onde]

Sospeso tra istinto e coscienza, ostaggio di stentate apparenze…
ma quanto mi costa ormai… l’amore

[fuori dalla stanza un mondo ignaro avanza,
il tempo qui si ferma, le voglie prendon forma]

RIT: Mi sento abbandonato così, nello spazio di un respiro

E allora vengo qui dove c’è tutto quello che mi tiene vivo.

[Tutto quello che, tutto quello che mi tiene vivo] X2

Tu sei il bisogno che cresce dentro di me

[Sbircio da un ritratto chi naufraga nel letto
fingendosi reale in una camera in affitto]

Io il figlio devoto del peccato commesso

[Ecco l’attimo sublime, ecco il cerchio che si stringe!
Annoto ogni sussulto, ogni lacrima che scende]

Fissando semafori spenti, ondeggio ma indietro non torno;

Ho soltanto un’ora, lo sai… per l’amore

[Quando la vita si tuffa in un mare di segreti,
si spegne l’abat-jour sulla notte degli amanti]

RIT:

[Ora vieni qui, mia Venere in pelliccia,
abbatti i miei limiti, ‘che tutti abbiam bisogno di brividi]

FINALE:

Ti senti liberata così…

Mi sento liberato così…

adesso vieni qui dove c’è tutto quello che ci tiene vivi.

16 Febbraio: Jeff Buckley Tribute @ Serraglio (Mi)

IMG_3112Si è suonato al Serraglio più o meno un annetto fa, sempre per rendere omaggio a un altro Grande Scomparso della/dalla Musica. Questioni di immortalità e sempiterna arte, sapete com’è. Si torna quindi a calcare palchi importanti per ricordare cose importanti.

Un concerto molto speciale ci farà ripercorrere la vita artistica di Jeff , un viaggio nella sua musica, attraverso tutti quei capolavori che lo hanno reso immortale


Massimiliano Vita – Chitarra e Voce
Fabrizio Fogagnolo – Basso
Riccardo Tosi – Batteria

Il concerto sarà anche intervallato da letture (mie) e storie (a cura di Maurizio Principato) sulla vita e la carriera di Jeff.

INGRESSO: 8 euro

CLICCA QUI PER EVENTO FB

 

21 Gennaio / 16 Febbraio: Omaggio a Jeff Scott Buckley (concerto/reading)

“C’è stato un momento della mia vita non troppo tempo fa nel quale potevo semplicemente esibirmi in un café e fare ciò che mi piaceva fare, suonare musica, imparare esibendomi, esplorare cosa significasse per me, cioè divertirmi mentre irritavo e/o divertivo spettatori che non mi conoscevano.

In questa situazione avevo il prezioso e insostituibile lusso del fallimento, del rischio, della resa“.

Domenica sera avrò il privilegio di accompagnare tre carissimi amici in un viaggio alla scoperta di un artista unico, un meraviglioso ragazzo tutt’altro che invisibile.

Ci vediamo a Varese, al Twiggy, dove ho avuto più volte il lusso di rischiare, fallire e non arrendermi. Tra qualche giorno replichiamo invece a Milano, al Serraglio.

Ottimo e abbondante, no?

Buckley

 

La Santa Pianta – Lyric Video.

Lyricvideo – cos è #it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20110430114213AAkMoZz

Quest: Cos’è il “Lyrics” nei video di YouTube? O_O? Risp: Migliore risposta:  lyrics vuol dire testo. sono i video che hanno il testo, io guardo solo quelli xk nei video ufficiali bloccano le parolaccie e fanno schifo (prova ad ascoltare l’ inizio di the way i am,fa schifo xk è tt bloccato)
ribelliamoci contro le censure delle canzoni su youtube!!!!!!!

Ecco, asppunto. Ribbbbelliamoci. Contro l’olio di palma. Le cover dei cellulari.
La censura alle parolaccie con la i. Contro le tipe truccate male nei selfie. Contro la fuffa.

La Santa Signora del Legno ci vorrà comunque bene. Anche se non lo meritiamo.

Buona visione.

23 Settembre: La mia stagione è il buio – READING live.

Se quella sera plumbea Lucilla fosse rimasta a casa, non mi avrebbe mai conosciuto. Fissava la porta incrostata di specchi del Johann Sebastian Bar attraverso palpebre bistrate, semichiuse, scrutando gli sconosciuti, fumando lunghe sigarette bianche, quando sono entrato io ed è cambiato tutto. Ogni serata con me diventava una soirée splendente. Da allora abbiamo passato il tempo cercando di batterlo.

«Ciao signorina, sai che io vengo da un altro pianeta? È difficile crederlo,ma è così. So che sul vostro si usa strofinare le labbra e che li chiamate baci, ma sul mio no, a noi servono per scambiare energia.
L’energia va scatenata».

Sabato pomeriggio (ore 15.00) avrò l’onore di leggere e musicare il romanzo della splendida Cristina Caloni all’evento che trovate qui.

A presto, killer psicotici 😉

Intervista con VIVAMAG.

In vista del prossimo live che chiuderà il Gospel Summer Tour, VivaMag si è presa la briga di far quattro chiacchiere virtuali col sottoscritto.

Trovate l’intervista integrale e tante altre belle cosine qui.

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Qui sopra, l’intervistato si lancia in una cover italianizzata di “Clap Hands” del Benemerito Tommaso Attese, al culmine del recente evento/concertino di compleanno tenutosi presso la Loggia Nera di Twin Peaks.

 

 

Blues del locale in chiusura.

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Queste Ombre ti salutano

scrive mia moglie mentre

contemplo la poesia

del locale in chiusura.

Ombrelloni abbracciati

chiusi da esotiche cameriere

Le mie storpie canzonette hanno

allontanato la pioggia stasera

ma non sono riuscite a scaldare

il vento della sera. La luna

è una macchia di unto nel

lenzuolo del cielo.

Parlo un altro po’ con

giganteschi fantasmi scuri

poi saluto le mie ombre,

prima di andare.

La Santa Pianta.

Gigantessa

Questa sequoia gigante, di notevole valore storico-culturale, è testimone d’eccellenza del disastro provocato dalla frana del Vajont. L’enorme cicatrice sul tronco è infatti il frutto della ferita inferta alla pianta nella notte del 9 Ottobre del 1963, quando la frana del monte Toc, riversatasi nel bacino di invaso della diga sul torrente Vajont, generò un’onda di acqua e fango di dimensioni enormi che procurò la morte a circa 2000 persone e danni materiali incalcolabili. Quest’onda segnò in modo indelebile la sequoia, senza però riuscire a sradicarla. Localmente è chiamata “pianta santa”, probabilmente perché sembra toccare il cielo grazie alla sua eccezionale altezza.

La gigantessa del Longarone

ha una ferita che spruzza linfa,

Sabor de Sierra Nevada…

Cinque amanti non bastano a tenere in braccio l’impeto

che dai suoi fianchi sboccia…

[Rit.Strum.]

  • ½ giro assolo

Alta si staglia nel sole, sola: si asciuga la fronte scura

Indiana in terra straniera danza… al vento che l’accarezza

Ragazza che batti tristezza,

vincendo all’ultima mano la posta… rivendica la tua terra!

La Santa Pianta ancora canta,

asciuga il pianto di chi l’ascolta

Oh Santa Pianta, che bel lamento

soffia nel vento il mio dolor.

Io guardo la piana e la vedo:

santa signora del legno sei viva!

…Sopravvissuta alla piena…

Le mille braccia che stendi al cielo

son la protesta per l’insolenza…

di un altro fiume che avanza:

La Santa Pianta scongiura la piena

con il suo canto scioglie l’asfalto.

Oh Santa Pianta che bel lamento…

scava il tuo cuore: ora lo sento

Spacca il cemento, dove nasce il tuo fior

Ecco il portento: resiste il tuo amor!